Questa conoscenza millenaria, proveniente dall’esperienza diretta dei Saggi, spiega all’umanità che le facoltà intellettuali e di percezione dell’essere umano sono composte dall’unione di quattro aspetti psichici:
Intelletto universale o Mahat; intelletto individuale o Buddhi; personalità o ego o Ahamkar; mente o Manas.
Sono poteri vitali per l’essere umano perchè mettono in comunicazione il mondo interno con quello esterno e viceversa. Come? Attraverso i cinque organi di senso – udito, tatto, vista, gusto, olfatto e i cinque organi di azione – parlare, camminare, creare, procreare, eliminare.
Mahat e Buddhi: facoltà o potere di discernere, di vedere le cose con chiarezza e di prendere decisioni, sia a livello universale che individuale. Quando questa facoltà è orientata verso l’esterno, ci fa vedere e conoscere il mondo; quando invece è rivolta verso l’interno ci fa conoscere il nostro sé. Per la prima conoscenza è il mondo che fa da insegnante; per la seconda conoscenza, invece, è il maestro interiore, la luce al nostro interno che fa da insegnante.
Ahamkar: facoltà, o potere, o tendenza a identificarsi con ciò che si viene a conoscere. Questa identificazione può avvenire in tre modi, o tre qualità: in modo puro; in modo puro e impuro; in modo impuro.
Manas: facoltà o potere il quale, una volta avvenuto il discernimento e la identificazione, comincia a pensare. La sua natura è di pensare in continuazione, ma non è interessata alla natura dei pensieri, se buoni o cattivi: non è il suo compito. La mente semplicemente pensa. Per comprendere bene questo aspetto viene fatto l’esempio del fuoco: il fuoco ha il compito di bruciare, non è interessato a cosa brucia!
Ora, osservando questi quattro aspetti che compongono il nostro insieme intellettivo, qual’è quello che ci crea più danni, quello che ci fa vivere in “paradiso” o in “inferno” al nostro interno?
AHAMKAR, l’ego: a seconda di come si identifica, se in modo puro o impuro, ovvero se si identifica nella bontà o nella cattiveria, la mente si riempirà di pensieri buoni o cattivi.
Qual’è la medicina per debellare l’ego? L’AMORE. Quando l’ego-ismo si trasforma in amore, l’amore diventa potente come lo era prima l’ego, radicandosi nella identificazione della quiete e della pace e avremo così una mente piena di questi pensieri, portatori del proprio e altrui bene. Ma per far accadere questa metamorfosi c’è da dedicare un grande lavoro su se stessi…. e yoga e ayurveda sono strumenti meravigliosi in tal senso.
Om
MaTer
