Costituzione è un termine splendido. Fa emergere significati profondi e determinanti a seconda di ciò che si intende: se “costituzione di uno stato”, o “costituzione individuale”.
Nel primo caso, la mente si orienta verso un atto normativo, fondante, autonomo, che racchiude l’espressione diretta e completa della sovranità del popolo.
Nel secondo caso, la mente si rivolge a un insieme di caratteristiche strutturali, fisiche, intellettuali, energetiche e comportamentali di una persona.
Ma vi è anche una “costituzione di ricerca personale” la quale, anche se codificata verso il II secolo a.C. da un grande Saggio, Patanjali, è “scritta” al nostro interno.
Si esprime attraverso il linguaggio del rapporto con se stessi, con gli altri, con il corpo, con i sensi, con la mente, con il silenzio.
Viaggia all’interno di canali vibrazionali e arriva alla mente per indurla a percepire il cuore non solo come espressione fisica ma come espressione d’amore; a percepire il respiro non solo come apparato ma come sorgente di vita; a percepire il corpo non solo come struttura ma come prezioso contenitore dove giace il mistero della vita.
Da sempre Grandi Esseri ne esaltano l’importanza e la conoscenza per riuscire a vivere in uno stato di pace e serenità.
Tempo fa ho letto di un incontro tenuto da un grande Maestro, il quale spiegava il valore del rapporto con il proprio mondo interiore e di quanto bene esso porti all’umanità. Ad un tratto un presente si è alzato contestando il Maestro, dicendo che era impossibile vivere in questo stato di pace vista la situazione mondiale: “Se ora io ti sparo cosa tu fai?” La risposta fu: “Morirei amandoti”.
Sembra impossibile, ma è vero. Tantissime persone, con il loro esempio di vita, hanno dimostrato al mondo che il rapporto con la Verità al proprio interno è la strada maestra per vivere in un mondo di pace e di serenità. A noi la libertà di scegliere.
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MaTer
