Fede: una porta aperta all’interno

Che incredibile potere e mistero vi è nella fede e come cambia la nostra vita se essa è ben radicata e stabile in noi.

Tutte le scelte, giuste o sbagliate, dipendono da ciò in cui crediamo. Basta dare uno sguardo al nostro vivere per scoprire che, quando ci affidiamo a un metodo,  quello che sentiamo, o  quello che vediamo e che gustiamo, dipendono dal potere del nostro tipo di fede.

Avere fede in uno scopo fa si che mente e cuore si impegnino con tutte le loro forze per la realizzazione di quanto si sta credendo.

Ma, nel seguire i percorsi dello yoga e dell’ayurveda, che tipo di fede viene richiesta?

Viene richiesta quella fede che “è completa in se stessa e che non dipende da alcun altro fattore”. E’ quel tipo di fede che ci immerge nella qualità del cercatore e che si trasforma in un “occhio interiore”, che guida mente e cuore non solo verso l’esterno, ma anche verso l’interno, cercando e trovando intimità, affinità e tranquillità fra mente e cuore.

Un esempio di questa nobile virtù la troviamo, in modo mirabile, nelle poesie e nei testi del poeta inglese William Wordsworth, vissuto tra il 1770 e il 1850.

Attraverso una fede incrollabile nel valore del ricordo, dell’amore e dell’etica della natura, questo poeta è riuscito a codificare le sue sensazioni evocando, in chi legge i suoi scritti, le sue medesime esperienze visive, uditive e tattili. Chiamò questa sua grande fede “l’appassionata intuizione”.

Il grande saggio Patanjali, vissuto nel II secolo a.C, che ha codificato i vari sentieri dello yoga, definisce la fede – shraddha – una qualità essenziale che, come una madre amorevole, protegge il cercatore nel sentiero dell’introspezione verso la propria realtà interiore.

L’importanza dell’avere fede è fondamentale nella vita. C’è una nota favola che racconta:

un rospo e un suo compagno caddero in una brocca che conteneva latte. Il suo compagno era disperato: “siamo perduti, siamo perduti” e lo disse tante volte finché, nella sua disperazione, affogò. Ma il primo rospo continuò a nuotare. Credeva che si sarebbe salvato. Quindi, continuò con grande fede e infinita energia. A poco a poco il latte divenne più denso. Benché non capisse perché ciò avvenisse, continuò e continuò. Il latte diventò ancora più denso e, quando alla fine divenne burro, il rospo fece un salto e fu salvo.

Nel seguire e praticare yoga e ayurveda, ci sono dei momenti di grande sconforto quando non si è in grado di ascoltare o di vedere ciò che ci viene ripetuto all’infinito dai grandi Saggi: devi avere fede che la verità, la quiete, la pace, la libertà e la felicità che stai cercando nella vita, vanno ricercati dentro te stesso. Se viene a mancare questa fede, tutto diventa vano e inutile e si continua a volere dal di fuori ciò che non si riesce a trovare dal di dentro.

Un grande Saggio ha detto: “La fede non è l’attaccamento a un tempio, ma un pellegrinaggio senza fine nel cuore. Profondo desiderio, pensieri coraggiosi, un impulso che fa traboccare il cuore, fa traboccare la mente. Questi sono tutti impulsi verso il servizio alla Realtà che risuona nei vostri cuori come una campana”.

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MaTer

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