Il Perdono nella grandezza della letteratura occidentale

Nelle narrazioni di grandi scrittori possiamo riconoscere situazioni e personaggi che ci ispirano a tendere verso ciò che vi è di meglio in noi stessi. Questi personaggi vengono narrati mettendo alla prova il loro coraggio, la loro saggezza e la loro compassione.

In due splendidi racconti ho trovato la grandezza della vita nella inestimabile e difficilissima virtù del perdono.

Ultimamente ho riletto Resurrezione di Lev Nikolaevic Tolstoj. Narra la storia di un principe russo che, attraverso un lungo percorso per riscattare un suo errore verso una giovane ragazza, si ritrova a contemplare sul dolore della vita. Credendo che il male trionfi sul bene e, ritenendosi incapace di vincerlo, sconfitto, un giorno i suoi occhi incontrano un libro lasciatogli da un amico. E’ una copia del Vangelo. Lo apre macchinalmente a caso: Matteo, cap. XVIII. E vi legge il contenuto, finché non “rimane fulminato” da una frase detta da Gesù: “ Non dovevi dunque anche tu aver pietà d’un tuo conservo, com’io ho avuto misericordia di te?”

A un tratto, una domanda semplice gli si presenta alla mente: “com’è possibile correggere il male se si è impastati nel male? Come si può pensare di avvalersi delle leggi per condannare gli altri quando si vive una vita non in sintonia con le leggi superiori?”

Riprende a leggere e, per la prima volta, si ritrova a percepire insegnamenti semplici, chiari e attuabili. E scopre così il perdono come valore immenso capace di superare ogni male esistente: perdonare se stesso e perdonare gli altri.

Un altro racconto, dove regna sovrano il perdono, è La tempesta di Shakespeare. E’ la storia di un duca di Milano il quale, per avere il tempo di proseguire i suoi studi, delega il governo della città al fratello. Questi però, per appropriarsi del totale potere, abbandona il fratello alla deriva su di una barca, assieme alla sua figlioletta, Passano dodici anni e il duca, nel frattempo, ha acquisito straordinari poteri soprannaturali, che gli permettono di comandare gli elementi. Un giorno scopre che, tutti quelli che l’avevano defraudato del suo regno, sono sopra una barca e coglie l’occasione per creare una furiosa tempesta, con l’intenzione di vendicarsi. Ma, mentre sta enumerando tutti i torti subiti, alla fine, molto semplicemente dice: “io ti perdono”.

Così, nell’ultima parte dell’opera, il perdono viene esaltato come la gemma più bella delle virtù: il tramite verso la completezza e la serenità della vita umana.

Nei romanzi di Tolstoj, ho trovato che il dono e il sacrificio sono le vie privilegiate verso la libertà e l’unione con il Divino. La domanda “come dobbiamo vivere per essere davvero felici?” trova una risposta leggendo i suoi romanzi: dobbiamo donare noi stessi con altruismo e umiltà, vivendo un’esistenza intrisa di semplicità”.

Grazie splendidi scrittori, grazie per la vostra grandezza d’animo, grandezza che ha illuminato e illumina tante anime di tante persone.

Om

MaTer

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *