David Katz, professore in Neurobiologia e Neuroscienze alla Case Western Reserve University, Scuola di Medicina di Cleveland, Ohio, aveva iniziato un percorso di pratiche di yoga. All’inizio di tale percorso, il suo stato interiore si trovava come in un “tiro alla fune”: il cuore lo spingeva verso la pratica di yoga, mentre la mente gli ripeteva che non è un luogo per uno scienziato.
Finchè una incredibile esperienza interiore gli fece sperimentare che la grandezza di entrambe viene rivelata quando si lasciano perdere le proprie idee su come le cose dovrebbero essere o come si vorrebbe che fossero. Sperimentò che Scienza e Yoga entrambe si incontrano:
– entrambe ricercano verità sulla natura del reale;
– entrambe sperimentano risultati ovunque conducano;
– entrambe infrangono illusioni;
– entrambe seguono metodologia e disciplina;
– entrambe riscoprono la creazione, alla ricerca dei segreti della vita;
– entrambe rivelano il “sé” dell’oggetto contemplato: lo Yoga, il “sè della Realtà interiore”; la Scienza il “sè dell’oggetto investigato”.
Aveva sperimentato che la strada per arrivare alle ambedue rivelazioni è essere preparati ad avere una visione non inceppata da pregiudizi e da preconcetti.
Lo studioso, con il passare del tempo, ha assistito a una crescente fusione fra la sua carriera scientifica e le pratiche di Siddha Yoga, permettendogli di insegnare ai suoi studenti argomenti che vertevano sul controllo della consapevolezza e degli stati di coscienza da parte del cervello, creando così un interscambio fra Scienza e Yoga, in quanto ciascuna enfatizza e illumina l’altra.
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