Grazie agli innumerevoli successi della scienza, si è portati a pensare che essa possa risolvere tutto…. anche il disagio, a iniziare da quello giovanile.
Studiare una persona dal punto di vista di cellule, neuroni …. è perfetto e utile, ma pensare di trattare il disagio prevalentemente in laboratorio e con farmaci, è riduttivo.
Riflettiamo:
non è possibile misurare le sensazioni che veicolano dentro una persona;
non è possibile misurare il rapporto esistente tra causa ed effetto;
non è possibile quantificare i significati degli stati d’animo interiori dei giovani.
Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, verso la fine dell’ottocento parlava di danni incredibili derivanti dalla “perdita di un centro assoluto, di qualcosa di fondante su cui costruire un sistema di valori”.
Lo yoga, parlando di questo centro fondante, lo indica come qualcosa di universale, che sta alla base della creazione.
Cosa spinge un giovane, anche quello che vive in benessere, a sentirsi in disagio e a ricorrere alla violenza e/o alle sostanze chimiche per sentirsi appagato? Un genitore si trova disarmato e chiede: “ma perchè… cosa ti manca… ”?
Uno scienziato non può rispondere, ma lo yoga si. Il sentirsi male, il ribellarsi, il trasgredire, l’assumere droghe, il nutrirsi di odio… vengono intesi come “rifiuti interiori”. Un malessere “non digerito” internamente. Un qualcosa che spinge il giovane a cercare, cercare, cercare …… A cercare cosa? E la filosofia yogica dice: a cercare “il fondante” su cui costruire il suo sistema di valori. Fondante che è già all’interno e giace alla base. Precede il suo malessere, ma la mente non lo conosce. E allora entra in errore e iniziano le scelte dannose anzichè benefiche, rendendo il giovane vulnerabile e dipendente da sostanze o soggetti forti che, a suo parere, risultino un “fondante”.
Il nome dato dalla cultura yogica a questo punto fondante è “coscienza o sé”.
Un testo delle Upanishad ci spinge a riflettere, chiedendoci …….. “Per il comando di chi, per la spinta di chi vola il pensiero? Per le arti di chi il respiro per primo si muove? Per il volere di chi vien pronunciata la parola? Chi domina la vista e l’udito?…….
Vivere e agire, cercando il motore alla base di ogni nostra azione, interna ed esterna, è una grande sfida, ma anche una grande conquista, che ci rende più responsabili e meno dipendenti e vulnerabili.
L’arte, in tutte le sue svariate espressioni, ne è un veicolo meraviglioso
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