Una storia: “l’amore come antidoto all’ego”

Nel nostro vivere siamo tutti intensamente coinvolti in una qualche versione del nostro piccolo sé, del nostro ego.

E’ una natura che è indispensabile nel quotidiano perché ci identifica: identifica chi siamo, identifica un qualcosa, un’idea, un sentimento, una situazione, un luogo, una sensazione….ma è anche una gabbia, dove si annidano presunzione, egoismo e arroganza.

Tempo fa ho letto questa storia sulla differenza di un ego limitato e di un ego illuminato dalla devozione.

“Una semplice mungitrice era molto devota al suo maestro e ogni giorno gli portava del latte nella sua abitazione, che si trovava sulla riva opposta del fiume. Il maestro le aveva dato un mantra, che lei recitava regolarmente. Un giorno però il fiume era straripato e lei si chiedeva come fare per raggiungere la capanna per portargli il latte. Improvvisamente ricordò qualcosa che il maestro le aveva dotto: ripeti il mantra ed esso ti porterà al di là dell’oceano dell’esistenza.

Pensando che doveva attraversare solo un fiume e non un oceano, si mise in cammino, ripetendo il mantra con grande amore e passò facilmente all’altra sponda fino a raggiungere l’abitazione. Bussò alla porta: Come sei arrivata fin qui che il fiume è straripato! le chiese il maestro.

La pastorella spiegò che aveva ripetuto il nome che porta al di là dell’oceano dell’esistenza e concluse: funziona anche per i fiumi.

Dopo che se ne andò, il maestro cominciò a rimuginare: Devo essere molto grande se una semplice mungitrice può camminare sull’acqua con il mio mantra. Devo aver raggiunto uno stato molto elevato. Perciò decise di provare lui stesso e si incamminò verso il villaggio vicino, entrando nell’acqua ripetendo il mantra. Immediatamente affondò.

L’acqua avrebbe potuto sostenere il peso del maestro, perché aveva ripetuto il mantra a lungo, ma non poteva sopportare il peso extra del suo orgoglio.”

Om, grazie

MaTer

 

 

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