Un grande insegnamento proveniente dallo Yoga è che, per capire il tutto, si deve prima capire se stessi.
L’insegnamento indica due possibili visioni, entrambe indispensabili:
1. quella scientifica: con il suo ordine e bisogno di tangibilità;
2. quella filosofica: con le sue possibilità di andare oltre.
Limitandoci a osservarsi e comprendersi utilizzando solo gli “occhi fisici”, la mente non riesce a spaziare e a captare profondità nascoste: fatalmente si arresta a determinate barriere. Ricorrendo anche agli “occhi interiori”, la mente riesce ad andare oltre, fino al pensiero dell’inizio della creazione dove la luce, per diventare materia, si contrae e dove la materia, per ritornare luce, viaggia alla sua velocità.
Con questa visione e pensando a se stessi, viene naturale convenire che, nella nostra corporeità, la differenza fra materia e luce non è data dalla sua essenza, ma dalla sua velocità.
Se potessimo muoverci alla velocità della luce, noi saremmo semplicemente luce.
Perché è importante riuscire ad avere anche questa visione?
Aiuta a sciogliere la distinzione fra scienza e filosofia, unendole in una comprensione che ogni cosa, prima di qualsiasi etichetta e differenza, semplicemente “è”.
Aiuta a comprendere gli insegnamenti contenuti nei testi sacri e nelle parole dei grandi Maestri i quali, unitariamente, ci dicono che siamo frutto di un’unica Sorgente.
Aiuta a guidarci verso la nostra condizione originale.
Aiuta ad avvicinarsi alla comprensione che, al nostro interno, la forza trainante che precede e guida la nostra natura materiale è pura Luce.
Mentre l’odierna cultura è arrivata a una formulazione estrema del dualismo e della parcellizzazione, la conoscenza millenaria dello Yoga e dell’Ayurveda unisce i contrari: mostra alla mente uno stato di coscienza straordinario, dove l’origine della creazione non è separata dal momento presente, favorendo così una consapevolezza di unitarietà.
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