Il giudizio non sempre ha una connotazione negativa.
Utilizzare il suo potere in verità significa entrare in un processo mentale cognitivo, mediante il quale giungiamo a una conclusione su qualcuno o su qualcosa.
Nella nostra vita quotidiana continuamente dobbiamo applicare valutazioni e discernimento. Continuamente dobbiamo analizzare per dare un senso a ciò che ci sta davanti e prendere decisioni.
Dunque, il giudizio è una funzione naturale della nostra mente.
Le difficoltà subentrano se, man mano che si cresce, le nostre opinioni sulle persone e sugli avvenimenti in generale si trasformano in opinioni rigide e chiuse, rifiutando altri modi di concepire le varie situazioni. Questo ci impedisce di utilizzare le migliori capacità delle nostre potenzialità, privandoci della possibilità di essere neutri e meno influenzabili, orientando invece le nostre impressioni verso aspetti più restrittivi e negativi.
Se accade di accorgerci delle dinamiche negative alle quali il nostro potere di giudizio sta andando incontro e si desidera aiutarsi, allora serve una buona guida.
Perchè? Perchè, prima di tutto, serve ritrovare fiducia e rispetto verso se stessi, fiducia e rispetto filtrati da bontà, gentilezza e compassione. E’ una premessa grazie alla quale è più facile “colorare” il nostro potere giudicante con un pensiero sereno.
Le pratiche millenarie di Yoga e Ayurveda sono supporti di aiuto perfetti. Con gentilezza, bontà e compassione ci aiutano a trovare la strada interiore dove regna la nostra parte migliore, per riuscire a sostenere il nostro pensiero con profonda interiorità.
Una buona guida la si può ricevere anche dalla lettura di “Dove stai andando – Guida al viaggio spirituale di Swami Muktananda – Edizioni Mediterranee – E’ un manuale del viaggio interiore. Si trovano introduzioni a vari insegnamenti e una serie di domande e risposte, che descrivono i vari stadi della natura della vita.
Om, grazie
MaTer
