Da sempre gli antichi Saggi dicono che l’esistenza nasce da una sorgente che non contiene forme. Dicono che la sua radice è il suono, che vibra in ogni cosa: così in noi, così nell’universo.
Nelle Upanishad è scritto che “all’inizio vi era il suono, che vibrava come OM e che tutto nacque da quello”. E gli scienziati ormai riconoscono che vi è una incessante vibrazione in tutto il cosmo e questa vibrazione è alla base di tutta la materia e il substrato di ogni cosa.
Come essa pulsa in tutta la creazione, pulsa anche dentro di noi. Questa vibrazione interiore, che tangibilmente riscontriamo nel nostro respiro e nelle nostre parole, nello Yoga è indicata come mantra naturale o energia divina.
Da questa pulsazione interiore, sorgono le innumerevoli lettere e sillabe, che danno vita al mondo esteriore e interiore. Difatti, quando si combinano lettere e sillabe, nascono le parole e la nostra vita spirituale e materiale sono rese possibili dalle parole. Senza di esse non possiamo svolgere alcuna attività. Ogni parola che noi usiamo ha un potere intrinseco e produce una precisa reazione. Per esempio, se andiamo dal panettiere e chiediamo pane, ci viene dato pane e non altro.
Questo è il potere di una parola comune, o mantra materiale.
Ma nella conoscenza dello Yoga viene spiegato che, come il potere di una parola comune ci mette in contatto con l’oggetto che è la sua stessa meta, il potere di un mantra spirituale ci mette in contatto con la più alta meta della nostra vita: il SE’.
Com’è possibile?
La risposta mi è stata trasmessa dalla mia Maestra di Yoga spiegandomi e portandomi a comprendere che, il mantra spirituale, non è inventato ma è stato ascoltato in profonda meditazione dai grandi Saggi e “riproduce in forma sonora la vibrazione della pulsazione interiore”.
Dunque, il potere del mantra spirituale non è diverso da me, non è diverso dal mio Sé e non è diverso dalla vibrazione primordiale. Se ripetendolo, riesco a identificarmi con esso, automaticamente mi identifico con la Verità, risvegliando così “la shakti dormiente” .
Om, grazie
MaTer
(dipinto della pittrice Hilma Klint – Svezia 1862-1944)
