La bontà di ciò che abbiamo dentro

E’ un grande dono accorgersi di voler vivere per creare il bene per sé e per gli altri.

E’ una fortuna immensa. La più grande ricchezza.

Non è scontato comprenderlo. A volte si pensa che sia una forma di educazione. Invece, quando si scopre che è una vocazione interiore, sorge una grande gioia, che ripaga di vari tipi di dolori e di sacrifici.

Assolutamente non è voluta. E’ un richiamo silenzioso verso una grande considerazione del valore della vita propria e altrui, sia nei riguardi di persone, animali, natura.

Nutrire questo dono spinge a riflettere sull’essenza del valore di una vita significativa. Darsi con generosità, con comprensione e con un senso di servizio e di ringraziamento per ciò che si ha, significa dare spazio ai doni del nostro cuore. Se si riesce a superare le resistenti trappole dell’io, si avverte una profonda gratitudine  per essere così fortunati.

Nella antica scrittura indiana Brihadaranyaka Upanishad, viene chiesto al Supremo quale sia l’insegnamento essenziale che egli può dare all’umanità. La risposta è ”Datta”. Dai.

Spontaneamente, nel tempo, si scopre che dare è un grande scopo dell’esistenza, che aiuta a realizzare la sacralità della nostra natura.

Un grandissimo aiuto arriva dallo scegliere letture ed esempi di vita di esseri che stimolano l’introspezione e la ricerca di sé. Ci spingono a dedicarci al riconoscimento della nostra innata grandezza d’animo.

Quando si è bambini, si guarda con ammirazione i personaggi leggendari della storia, del mito e della narrativa ma, man mano che si cresce, si scopre che la nostra vera grandezza consiste nel continuo impegno di raggiungere obiettivi degni nell’onorare la nostra vita. Un grande aiuto in questo senso arriva anche dagli insegnamenti delle millenarie conoscenze di Yoga e Ayurveda.

Abbiamo questa vita ed è commovente desiderare di volerla vivere rispettando la bontà di tutto ciò che abbiamo dentro.

Om, grazie

MaTer

 

 

 

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