Dedico questo spazio a un grande essere: Lev Nikolaevič Tolstoj, nato in Russia nel 1828 e morto nel 1910. Fu scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale. Nella sua vita ha praticato quello che predicava e non ha considerato nessun prezzo troppo alto per la ricerca della verità.
Per me, questo vivere, è l’espressione più elevata “dell’arte della vita”.
Tolstoj ha vissuto, parlato e scritto della non violenza: libertà dalla cattiva volontà e dall’odio e capacità di mettere in risalto il potente valore dell’amore. Comprese che la differenza tra le persone sta nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza e alla capacità di discernerla con profonda comprensione.
Parlando dell’arte, disse:
“La caratteristica che distingue la vera arte da quella contraffatta è una sola e indubitabile: il contagio dell’arte. […] non sarà un’opera d’arte se non suscita nell’uomo quel sentimento, completamente differente dagli altri, di gioia nell’unione spirituale con un altro (l’autore) e con altri ancora (gli ascoltatori o spettatori) che contemplano la stessa opera d’arte”.
“ L’arte deve fare in modo che i sentimenti di fraternità e amore per il prossimo, oggi accessibili solamente agli uomini migliori della società, diventino sentimenti abituali, istintivi in tutti”.
“Il compito dell’arte è immenso: l’arte, la vera arte, con l’aiuto della scienza e sotto la guida della religione, deve fare in modo che quella convivenza pacifica degli uomini che ora viene mantenuta con mezzi esterni – tribunali, polizia, istituzioni benefiche, ispezioni del lavoro, eccetera – sia ottenuta mediante la libera e gioiosa attività della gente. L’arte deve sopprimere la violenza”.
“L’arte è un’attività umana il cui fine è la trasmissione dei più eletti e migliori sentimenti”.
L’augurio è di diventare cercatori e creatori di bellezza e bontà.
Om, Grazie
MaTer

Gia’ noi siamo ” opere d’arte “