La culla di questa particolare forma museale è la Francia, nata agli inizi degli anni settanta.
L’intento del suo ideatore, Georges Henri Riviére, era quello di creare spazi speciali ove rendere giustizia all’ambiente, alla storia, alle tradizioni, all’arte e agli abitanti di un luogo, rappresentandolo in ciò che è.
In questi spazi viene tutelato ed esaltato il patrimonio di un particolare territorio, nel suo complesso, mirando a cogliere non soltanto il suo aspetto più visibile, costituito dall’ambiente naturale, ma andando a scandagliarne lo spirito dei suoi abitanti, indagandone usi, costumi e rovistando nell’eredità storica.
L’ecomuseo è considerato “uno scrigno in grado di dare asilo e racchiudere in sé l’essenza di un luogo e della sua comunità”. E’ un “cofanetto di meraviglie” ricco del patrimonio di tradizioni di storia, di cultura, di passioni, di abitudini, di mestieri degli antenati che, oltre ad essere calpestato, è anche spazio creativo di ispirazione per cogliere, dal passato, l’anima del nostro presente.
Alcune forme di ecomusei in Italia le troviamo nella Regione Piemonte, nelle Dolomiti Trentine e Friulane:
– Ecomuseo dell’Alta Val Maira, creato per mettere in luce la bellezza della Vallata Occitana delle Alpi e le professioni tradizionali.
– Ecomuseo dei Feudi Imperiali, creato per valorizzare non solo il patrimonio architettonico, ma anche l’anima legata al proprio passato per aiutare a reinventarsi il presente, in aiuto al futuro.
Quello più vicino a noi è l’Ecomuseo di Lis Aganis che, dal 2004, ha creato 26 cellule tematiche, inserite nei percorsi ecomuseali “acqua, sassi, mestieri”, con l’intento di creare un filo di ricchezza lavorativa, di saperi e tradizioni, da preservare e tramandare alle generazioni future. http://www.ecomuseolisaganis.it/it/c/v3ecmhrp/descrizione_generale.html
Anche il Borgo di Cittavecchia di Trieste può diventare una “scintilla” di un ecomuseo. Prima teorica, di ricerca e indagine e poi, spazio che promuove caratteristiche storiche e tipiche, dando voce al passato per richiamare l’attenzione di chiunque verso i valori eterni esistenti dentro e fuori di noi.
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(Questa splendida foto è di Andrea Comari. Grazie)
