Fisica quantistica e antica Ayurveda

Mi sono diplomata in Opearatore Ayurveda qualche anno fa e da allora ho rivolto la mia ricerca per trovare relazioni fra l’antica conoscenza indiana e la nostra scienza. Ho trovato varie relazioni…. come questo inaspettato “ponte” fra un fisico moderno e un antico maestro.

A prima vista, sembrano due mondi distanti anni luce. Eppure un filo sottile e potentissimo unisce il pensiero del fisico contemporaneo Carlo Rovelli a quello di Nagarjuna, un maestro buddista e luminare dell’Ayurveda, vissuto quasi duemila anni fa.

Questo filo è un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: nulla esiste da solo.

La realtà, secondo la scienza moderna: un universo di relazioni.

Carlo Rovelli, uno dei più importanti fisici teorici dei nostri tempi, si occupa di gravità quantistica, un campo che cerca di unire le leggi dell’infinitamente grande (la relatività di Einstein) con quelle dell’infinitamente piccolo (la meccanica quantistica).

Una delle interpretazioni più affascinanti che emergono da questi studi è la cosiddetta “fisica relazionale”.

Cosa significa?

In parole semplici ci dice che le proprietà fondamentali delle cose non sono intrinseche, non appartengono a un oggetto in isolamento. Un elettrone, per esempio, “non ha” una posizione o una velocità finché non interagisce con qualcos’altro. Le sue caratteristiche emergono solo nell’atto della relazione, nell’interazione con un altro oggetto o un osservatore.

La realtà, quindi, non sarebbe un insieme di “cose” indipendenti, ma una fittissima e dinamica rete di interazioni.

Come diceva Richard Feynman, un altro gigante della fisica, per capire a fondo un fenomeno, bisogna essere in grado di guardarlo da più prospettive. La visione relazionale è una di queste e ci apre a un universo dove tutto è definito dal suo rapporto con il resto.

La saggezza antica: Nagarjuna e il “concetto di vacuità”.

Facciamo ora un salto indietro nel tempo di quasi due millenni, Incontriamo Nagarjuna, filosofo buddista e figura chiave nella storia dell’Ayurveda, tanto da essere considerato l’autore di una revisione del Sushruta Samhita, uno dei testi sacri della medicina e chirurgia indiana.

Il cuore del pensiero di Nagarjuna è il concetto di Sunyata, spesso tradotto come vacuità. Attenzione, però, questa parola può trarre in inganno. Non significa “vuoto” nel senso di nulla o di assenza. Significa, piuttosto, che ogni cosa è vuota di una esistenza indipendente e autonoma.

Pensiamoci un attimo: un albero può esistere senza il seme, la terra, l’acqua, il sole e l’aria?

Un essere umano può esistere senza i genitori, il cibo che mangia, l’ossigeno che respira?

La risposta di Nagarjuna è no. Ogni fenomeno, ogni oggetto, ogni essere vivente sorge e si manifesta solo in dipendenza da innumerevoli altri condizioni. Esiste solo in relazione a tutto il resto.

Il Ponte d’incontro: due linguaggi, una sola verità.

Ed ecco che il ponte si manifesta in tutta la sua evidenza:

– La fisica quantistica ci dice: “la realtà è relazionale. Gli oggetti esistono e si definiscono solo attraverso le loro relazioni”.

– La filosofia di Nagarjuna ci dice: “nessuna cosa esiste di per sé. Tutto è interdipendente e connesso in una rete di cause ed effetti”.

Sono due linguaggi diversi, nati in contesti culturali e storici lontanissimi fra loro, che convergono verso la stessa profonda intuizione: l’isolamento è un’illusione. La natura fondamentale della realtà è la connessione.

Dalla teoria alla pratica: l’approccio della Scuola AYAT®.

Questa convergenza non è solo un affascinante esercizio intellettuale.

Ha implicazioni profonde con la nostra vita e il nostro benessere. Nella nostra Scuola AYAT® abbiamo fatto di questo principio il nostro fondamento. Impariamo a decodificare la realtà non con un solo linguaggio, ma interagendone tre: quello scientifico, quello filosofico e quello spirituale.

A questo approccio, proprio come suggerito da Rovelli e Feynman, ci permette di “aggiornare” il nostro modo di percepire il mondo. Ci rivela perché l’Ayurveda, dopo cinquemila anni, sia ancora un sistema così potente ed efficace. Non è solo una raccolta di antichi rimedi, ma una scienza della vita basata sulla comprensione delle relazioni tra mente e corpo, tra individuo e ambiente, tra stile di vita e salute.

Capire che tutto è connesso, non solo aumenta la nostra capacità di comprensione, ma ci offre anche strumenti pratici per vivere meglio, in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Per approfondimenti:

  • La vacuità è vuota: Nagarjuna” (tratto da “La lettura” del Corriere della Sera – ( dicembre 2017)

  • Video You Tube “Of Nagarjuna, sunyata and stardust” (disponibile con sottotitoli in italiano)

Anna Rapretti

Om Shanti Shanti Shanti

3 Comments

  1. Bravissima Anna, considerazioni davvero interessanti e nutrienti. Grazie per il tuo prezioso scritto, l’ho letto molto volentieri 💗

  2. È fantastico riuscire a far capire la correlazione fra fisica quantistica e ayurveda. Le relazioni sono importanti a tutti i livelli che siano personali o scientifici. Niente funziona bene se isolato. Anna sei una eccellente comunicatrice

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