Habitat come progetto di se stessi

In termini di benessere, la qualità del vivere è strettamente legata allo spazio esistenziale: il nostro corpo, la nostra casa, il nostro ambiente…..

Si pensi alla differenza di effetto che si riceve tra il vivere in un ambiente curato e pulito e, invece, in uno opposto! E’ buono e saggio, dunque, avvicinarsi al nostro habitat cittadino coinvolgendolo in aspetti benefici legati al meglio di se stessi.

Come?

L’indicazione data dalla conoscenza yogica che, per progettare il circostante, si deve partire da se stessi, è simile al pensiero del filosofo tedesco Martin Heidegger: è l’uomo a modellare e progettare il mondo e per progettarlo deve partire da se stesso.

Pertanto, se voglio trovare benessere, bellezza, rispetto e bontà in me e in intorno a me, devo “promuoverli io”!

A conferma di ciò, basti pensare alla legge di causa ed effetto che, in termini di legge fisica, equivale a  azione=reazione.

Giovani triestini, avete presente il Borgo di Cittavecchia?

Riuscite a immaginarlo come spazio dove i muri, le stradine, i piccoli porticati, anziché luoghi di solo passaggio, trascurati e imbrattati, siano percorsi creativi ispiranti a elevare spirito e crescita personale, civile e culturale?

Vi immaginate, a esempio, uno dei piccoli porticati trasformato in “un cielo stellato”, o in un “album collettivo di scritte poetiche, volti e forme artistiche di varie tradizioni” che rappresentino, a esempio, il coraggio?

Vi immaginate un percorso di possibilità artistiche che riflettano il meglio di ognuno di noi, come coraggio, gentilezza, lealtà, rispetto, apertura, equilibrio, amicizia, resilienza, pazienza, abbondanza, generosità, gratitudine, perdono..…?

Riuscite a pensare in quante forme creative possa essere presentata anche una sola delle virtù elencate, in uno spazio trascurato o abbandonato e ai suoi rispettivi messaggi sottili irradiati?

Questo spazio diventerebbe un “libro aperto”, dall’effetto maieutico

Inserire arte nel proprio habitat diventando promotori di azioni creative, non solo come estetismo ma come ricerca di cultura, benessere e verità, coinvolgendo artisti e gioventù,  è un intento nobile. Per la sua attuazione, però, è necessaria una ricerca in se stessi. Vi va di iniziare?

Om

MaTer

                                     

3 Comments

  1. Sin da piccola immaginavo di camminare per le strade e sentire della musica intorno.Dove lavoravo,andando in pensione,ho regalato ai miei colleghi un abbonamento alla SIAE per poter ascoltare musica, in ufficio, come sottofondo.Mi sembrava che cio’ affievolisse le arrabbiature e lo stress.

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