Il fare che emoziona

Il fare deve emozionare.

Tenere la mente presente a ciò che si sta facendo è veramente un’impresa:  ma quando succede, anche la minima azione procura un’emozione.

Sono lì che lavo la verdura. L’acqua scorre dal rubinetto.  Porto l’attenzione su di essa e la osservo che scende e scorre……. La mente rimane presente e ne segue il movimento, movimento che mi porta al suo lungo percorso per arrivare fin lì; all’immenso lavoro occorso perché ciò accada; ai chilometri percorsi da chi non ha acqua nella sua zona; all’immenso dono della sua esistenza …..

Sono lì che continuo a lavare la verdura. Non è accaduto niente di diverso da centinaia di altre volte ma, questa volta, la mente si è fermata. E’ rimasta lì, presente all’azione del momento. Questa fusione deve aver creato un’alchimia al mio interno, che ha fatto scattare la chiave di una delle porte del cuore, perchè mi ritrovo inondata dall’emozione di gratitudine e commozione.  Gratitudine per qualcosa che da troppo tempo dò per scontato, avendo sempre e tutto a portata di mano

E gli artisti, persi e immersi nella loro opera?  Quali immensi e straordinari momenti vivono, scaturiti dal loro cuore, in un tutt’uno con mente e mani?

Che potere vi è dentro di noi!

Sicuramente ognuno può riuscire a creare occasioni per aiutarsi ed aiutare. Sicuramente ognuno può ampliare lo spazio benefico dentro e fuori di se stesso. E’ il tempo giusto.

Om

MaTer

1 Comment

  1. La mente si è fermata ,presente all’azione del momento.E’ un’epoca di frenesia,dovremmo ritrovare e riconoscere la lentezza,intesa come calma,presenza interiore,dignita’,attenzione.La saggezza dell’anziano che diventa piu’ lento.

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